Come fare talee di cannabis

  • Esperti o meno che si sia, quando si coltiva la cannabis con una certa frequenza, prima o poi si finisce per trovare una piccola gemma che si desidera conservare in modo da poter ottenere più raccolti aventi la stessa qualità in futuro.
  • Spesso si tratta di cloni di élite o di talee dalla qualità eccezionale che fanno comparsa in mezzo ad una coltivazione standard e che sorprendono con il loro aroma, sapore o effetto, suscitando nel coltivatore il desiderio di conservarli.
  • Continuate a leggere per scoprire come fare talee di cannabis in maniera semplice e con un’elevata probabilità di successo.

In questo articolo non ci soffermeremo sui tipi di genetica che può valere la pena conservare, dal momento che il più delle volte si tratta di valutazioni personali costruite su criteri soggettivi che rispondono alle aspettative del coltivatore, che può essere interessato all'odore, al sapore o all'effetto di una particolare pianta, così come a tutti e tre i fattori contemporaneamente.

Oltre al profilo organolettico, spesso si dà priorità a caratteristiche come il vigore, la velocità di fioritura, la robustezza, il potenziale produttivo, la struttura vegetativa o la resistenza ai parassiti e ai funghi.

Questo per spiegarvi che i motivi che possono portare un coltivatore a voler conservare questa o quella genetica sono molti e diversi. Ma che si tratti di un colpo di fulmine o di un progetto di breeding pianificato, l'aspetto fondamentale è essere in grado di effettuare talee di qualità nelle migliori condizioni possibili.

Elementi necessari per la realizzazione di talee di cannabis

 Ecco la lista di elementi che vi serveranno:

    • Uno spazio di lavoro pulito e disinfettato(+ un tavolo comodo ed ergonomico): disporre gli utensili in maniera organizzata su un tavolo pulito vi permetterà di lavorare in maniera confortevole ed efficace, riducendo al minimo il rischio di contaminazione dei cloni da parte di patogeni.

    • Ormoni per talee (in gel o in polvere): questo tipo di ormoni, disponibili in varie versioni e marche, favoriscono la comparsa di radici nuove in un breve periodo di tempo, riducendo al contempo lo stress da assenza di nutrienti. 
    • Uno stimolatore radicale: questo tipo di prodotto, elaborato a base di estratti vegetali tra cui le auxine (ormoni di crescita), stimola la proliferazione delle radici.
    • Una lama per incisioni: l'opzione migliore sono gli scalpelli, che assicurano un taglio preciso e netto, permettendo di ottenere un frammento di vegetale pulito. E se scegliete un modello usa e getta, potrete lavorare in maniera pratica, evitando il rischio di contaminazione ad un prezzo molto conveniente. Per garantire la sicurezza sia della pianta madre, sia dei cloni, bisogna però assicurarsi che la lama sia stata disinfettata in maniera corretta. Inoltre, è importante avere sempre a disposizione un rotolo di carta assorbente e dell'alcol in modo da poter disinfettare gli attrezzi in qualsiasi momento.
    • Un bicchiere di dimensioni medie: utile per conservare i rami appena tagliati fino a quando non verranno potati, cosparsi di ormoni per talee ed inseriti in un substrato iniziale provvisorio (jiffy, cubi per propagazione, terra, lana di roccia, acqua (in un sistema idroponico) etc.).
    • Una soluzione a base di vitamina B: le soluzioni a base di vitamina B apportano nutrienti essenziali per la fase di clone, riducendo lo stress delle talee e permettendogli di concentrarsi sullo sviluppo delle radici.
    • Una mini serra: la mini serra costituisce l'habitat o ambiente di sviluppo delle piante durante circa tre settimane, ecco perché è fondamentale sceglierne un modello di buona qualità, con aperture di ventilazione, che sia resistente all'usura.
    • Un tappeto riscaldante: con la loro comprovata efficacia, i tappeti riscaldanti consentono uno sviluppo più veloce delle radici. Disponibili in diversi modelli.

  • Substrato iniziale provvisorio: una volta preparati i cloni (taglio trasversale dallo stelo, potatura delle foglie per limitare la traspirazione, applicazione dell'ormone per tale), questi vanno inseriti in un substrato provvisorio costituito da dischetti di torba disidratata (jiffy), da cubi di lana di roccia, da cubi per propagazione o da un terriccio non fertilizzato (per esempio, Light Mix di Bio Bizz). Un'altra possibilità è utilizzare un sistema di propagazione per cloni idroponico, come il Rainforest di General Hydroponics Europe, opzione privilegiata da molti coltivatori ormai da diversi anni. 
  • Un nebulizzatore: indispensabile per inumidire il substrato e le foglie delle talee. Ovviamente, le dimensioni devono essere adatte alla capacità della coltivazione (numero di cloni).
  • Acqua di qualità: al fine di ottimizzare le possibilità di successo, è preferibile utilizzare acqua filtrata (senza cloro e con una quantità ridotta di minerali).
  • Un sistema di illuminazione adatto: pur essendo possibile far radicare le talee con una lampada HPS posizionata ad una distanza considerevole dalla mini serra, le lampade fluorescenti, CFL o MH stressano molto meno i cloni e apportano più benefici in generale.

Come fare talee di cannabis in maniera semplice

Una volta attrezzata l'area di lavoro e selezionata una pianta madre con tratti da campionessa, arriva il momento di prelevare i cloni. Tenendo a mente che i rami più vecchi sono quelli che radicano più facilmente, prendete lo scalpello perfettamente disinfettato, tagliate qualche estremità assicurandovi che i nuovi cloni abbiano tre nodi e conservateli in un recipiente contenente acqua (circa 1/4 della capacità totale).

Per sopravvivere, un clone standard deve avere uno stelo lungo almeno 10-15 cm con un diametro non inferiore ai 3-6 mm. Sotto queste dimensioni, anche se i cloni sviluppassero radici, le loro possibilità di sopravvivenza sarebbero molto ridotte.

Durante il processo, è importante tagliare nel modo più netto possibile in modo da non danneggiare né la pianta madre né i cloni. Una volta fatto, potete utilizzare una crema fitocicatrizzante per accelerare la guarigione globale della pianta madre così come la cicatrizzazione delle ferite inflittele durante la potatura. Non bisogna scordare che queste costituiscono pericolosissime porte di accesso per parassiti e funghi. 

Finito questo passo, potete mettere da parte la pianta madre e proseguire con la preparazione dei cloni. Prima di ogni altra cosa, bisogna pensare ai jiffy/cubetti di lana di roccia, o comunque al substrato di vostra elezione. Se avete deciso di lavorare con i dischetti di torba disidratata (jiffy), inseriteli in un recipiente contenente acqua tiepida arricchita con vitamina B e lasciate gonfiare per 20-30 minuti. I jiffy raggiungono un volume considerevole quando vengono immersi nell'acqua. Per questo motivo, è importante utilizzare un contenitore ampio (di circa 10 litri) e comunque adeguato al numero di talee da realizzare. L'acqua tiepida invece serve per accelerare la preparazione del substrato.

Se anziché i jiffy utilizzate i cubetti di lana di roccia, lasciateli ammollo in acqua a pH 5.5, sempre arricchita con vitamina B, per circa un'ora.

Per agevolare l'inserimento nel substrato provvisorio, vi consigliamo di fare un buchetto avente un diametro un po' più grande rispetto a quello dello stelo del clone con l'ausilio di una penna o di un simile strumento.

Quindi, recuperate i rami che avevate prelevato all'inizio (attraverso tagli trasversali netti (45°) all'altezza del terzo nodo del clone) e, partendo dalla base, immergete 2-3 cm nell'ormone per talee per 5 secondi. Infine, inserite il clone nel substrato provvisorio di vostra elezione, interrando 4 cm circa di lunghezza.

Al fine di favorire la comparsa di radici, almeno uno dei nodi (due idealmente) deve essere coperto dal substrato. E se tagliate le punte delle foglie orizzontalmente, (50% delle loro dimensioni iniziali), ridurrete notevolmente la traspirazione e la deidratazione, limitando lo stress e dunque contribuendo ad un radicamento più veloce.

Per quanto riguarda l'illuminazione, vi consigliamo lo stesso ciclo luminoso che per la fase di crescita, cioè 18 ore di luce e 6 ore di buio. Una volta impostata l'illuminazione, inserite i cloni nella mini serra. Durante i due primi giorni, le aperture di ventilazione laterali vanno tenute chiuse per garantire un'umidità di circa il 90-95%.

Durante la settimana successiva, invece, il livello di umidità deve mantenersi costante intorno all'80-85%, e mai inferiore al 70-75%. Per quanto riguarda la temperatura, questa deve essere compresa tra i 24 e i 28 ºC, e se riuscite a mantenere i valori costanti, le vostre probabilità di successo aumenteranno notevolmente. Se lo spazio di coltivazione è troppo freddo, dovrete utilizzare un tappetto riscaldante per bilanciare i valori.

Una volta finito il processo, lo stato dei cloni va verificato quotidianamente. Per prima cosa, dovrete togliere il coperchio della mini serra almeno una volta al giorno in modo da ricambiare l'aria. Altrimenti, il substrato potrebbe sviluppare muffa e soffocare i cloni. In secondo luogo, bisogna assicurarsi che questi siano sempre correttamente umidificati, spruzzandoli con acqua filtrata o minerale in funzione della necessità.

In alcuni casi, le talee appassiscono all'inizio, ma si riprendono dopo qualche giorno. Se ciò pero non dovesse accadere, sarà meglio scartarle e ricominciare da capo.

Di norma, le prime radici cominciano a formarsi nell'arco di 1-3 settimane, coincidendo con un ingiallimento delle foglie. Spesso, queste nuove radici sono così vigorose che escono dai buchi dei vasetti, innescando anche la crescita verticale del ramo.

Tutti questi segni indicano che il processo è andato a buon fine. A questo punto, dovrete solo aspettare che la massa radicale colonizzi per bene il substrato per procedere poi a trapiantare le talee in un vaso più grande.

Ed ecco fatto! Ora non ci resta che augurarvi un'ottima coltivazione.

03/06/2019

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