Il lavaggio delle piante di cannabis

  • Durante le ultime settimane di fioritura, con l’avvicinarsi del tanto atteso raccolto, aumenta l’entusiasmo del coltivatore, che non vede l’ora di ottenere la ricompensa per il lavoro svolto.
  • Durante questa fase, spesso il coltivatore contempla ammirato le sue meravigliose piante, traboccanti di deliziosi fiori densi, è pensa che il grosso del lavoro sia già fatto. Ma la fase precedente al raccolto non è meno importante, in quanto incide direttamente sulla qualità del prodotto finale: parliamo del lavaggio delle piante, finalizzato a rimuovere i residui di fertilizzanti dai tessuti vegetali, dalle radici e dal substrato.
  • Scopri in questo post come effettuare il lavaggio delle piante di cannabis in modo che la qualità del tuo raccolto non venga compromessa.

A cosa serve il lavaggio delle piante di cannabis?

L'utilizzo di fertilizzanti è necessario per il corretto sviluppo delle piante, sia durante la crescita, sia durante la fioritura. Questo tipo di prodotto assicura infatti una struttura vegetativa forte e sana che è in grado di realizzare il suo pieno potenziale durante la fioritura, sviluppando fiori densi ed aromatici dal sapore delizioso. Quando il raccolto è vicino, circa tre settimane primaminimo due, occorre però effettuare il "flushing" o lavaggio delle piante.

Questo tipo di lavaggio consiste nell'eliminazione dei residui di fertilizzanti accumulatisi nei tessuti vegetali, nel substrato e nelle radici. Un compito fondamentale per garantire un prodotto finale adatto al consumo, così come un sapore, un aroma ed un effetto puri e della migliore qualità.

È importante, dunque, non sminuire questa fase. Altrimenti, si corre il rischio che i residui derivanti dai sali minerali dei concimi adoperati durante la coltivazione rimangano, in misura maggiore o minore, bloccati all'interno dei fiori.

Se la fase di lavaggio non dovesse venire rispettata, l'erba potrebbe avere un sapore sgradevole, provocando un senso di irritazione alla gola indicativo della presenza di residui di fertilizzanti nonché di un certo livello di tossicità.

Per di più, anche i fiori freschi emetterebbero un aroma sgradevole, che potrebbe ricordare quello del concime; un po' come aprire un flacone di fertilizzante o come entrare in una casa che è rimasta chiusa per molto tempo. In ogni caso, le proprietà dell'erba ne risentono a livello globale, in modo che un lavaggio effettuato in maniera superficiale potrebbe mandare all'aria il lavoro di mesi.

Come effettuare il lavaggio delle piante di cannabis?

Tutte le piante di cannabis possono essere lavate secondo lo stesso metodo, indica, sativa, autofiorenti, quick o ricche di CBD che siano. Per un lavaggio in profondità, occorre applicare due tecniche complementari: il lavaggio del substrato ed il lavaggio tramite annaffiatura.

Lavaggio del substrato:

Questa prima fase consiste nel lavaggio del substrato in modo da eliminare gli eventuali sali minerali accumulatisi durante la coltivazione della pianta. Questo va effettuato almeno tre settimane prima della fine della fioritura

Per garantire un risultato ottimo, la cosa migliore è introdurre le piante in una basca da bagno o doccia ed applicare l'acqua direttamente sul substrato per circa 25-30 minuti. Durante il processo, è sufficiente posizionare il vaso sotto il soffione della doccia ed interrompere il flusso di acqua ad intervalli brevi e successivi in modo che questa dreni lentamente, garantendo una pulizia efficace e progressiva del substrato. All'inizio, l'acqua drenata avrà un colore piuttosto oscuro, che però diventerà più chiaro con il progredire del processo di lavaggio. Alla fine, l'acqua dovrebbe uscire praticamente pulita.

Un buon modo per assicurarsi che il lavaggio è stato effettuato correttamente è misurare l'EC dell'acqua drenata dal vaso all'inizio e alla fine del processo. In questo modo, oltre a guidarsi dal colore dell'acqua, sarà possibile basarsi su valori concreti. Il livello di EC dovrebbe essere abbastanza elevato all'inizio e decisamente più ridotto verso la fine. Misurare questo valore serve a verificare che il processo si sia svolto correttamente, ma anche a prendere coscienza della quantità di residui che sarebbero andati a finire nel nostro organismo se avessimo consumato le cime senza aver effettuato il lavaggio preventivo della pianta.

Per un risciacquo ottimale, è possibile ripetere il processo a distanza di una settimana, riducendo però i tempi a 15-20 minuti, intervallo più che sufficiente per eliminare i residui rimasti. Questo secondo lavaggio garantisce un prodotto finale sano e completamente privo di impurità.

Lavaggio tramite annaffiatura:

Questo è il metodo più conosciuto ed utilizzato dai coltivatori di cannabis.

Non è un buon segno che le piante presentino un colore verde scuro al momento del raccolto; ciò vorrà dire che i residui di fertilizzanti non sono stati del tutto eliminati.

Per effettuare questo tipo di lavaggio, bisogna annaffiare le piante con abbondante con acqua pulita, avente un pH di 6,5, durante le 2-3 ultime settimane della coltivazione. Per accelerare la dissoluzione dei sali minerali contenuti nei tessuti vegetali e nelle radici, è possibile arricchire l'acqua con enzimi una o due volte a settimana.

Un lavaggio di tre settimane permette di eliminare la totalità dei residui minerali della pianta, garantendo un prodotto finale totalmente privo di impurità. Con un lavaggio di sole due settimane, invece, l'erba sarà pulita lo stesso ma potrebbe contenere una piccola quantità di residui sotto forma di sali minerali.

Une période de rinçage de 3 semaines permet d'éliminer optimalement l'ensemble des résidus minéraux présents dans la plante et vous obtiendrez ainsi un produit totalement propre. Si vous optez pour une période de rinçage de seulement 2 semaines, votre herbe sera assez propre mais qui contiendra encore une faible quantité de résidus de sels minéraux.

Un aspetto importante da considerare è il fatto che nella senescenza, l'ultima fase di maturazione dei fiori prima del raccolto, le piante perdono il loro intenso colore verde e cominciano a ingiallire. Per quanto possa sembrare il contrario, questo è un segnale molto positivo che indica che le cose stanno andando per il verso giusto, ovvero che i tessuti della pianta stanno assimilando e smaltendo i nutrienti ed i sali minerali in modo efficace.

Speriamo che questi consigli possano tornarti utili per migliorare la qualità e la sicurezza del tuo raccolto. A questo punto, non ci resta che augurarti un ottimo lavoro.

17/01/2019

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