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CBD: efficace per la cura dell’autismo?

  • Nonostante siano ancora molti i medici che non vogliono prescrivere cannabis a causa dell'assenza di studi esaustivi, sono molte le famiglie che hanno provato con successo la cannabis sui propri figli.
  • Gli oli ricchi di CBD sembrano essere uno strumento efficace per migliorare le capacità relazionali delle persone che soffrono di autismo.
  • Fino ad ora, ciò che si sa è che la cannabis può influire sul sistema endocannabinoide e incrementare la produzione di ossitocina e anandamide. Ciò aiuta le persone con questo disturbo a non isolarsi troppo e a relazionarsi meglio con gli altri.
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Cos'è l'autismo?

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo che impedisce a chi ne è affetto di interagire in maniera adeguata con le persone e con l'ambiente. Sia la gravità, sia i sintomi della malattia -a volte, addirittura anche le cause- variano notevolmente a seconda del caso, motivo per il quale è stato introdotto il termine DSA (Disturbo dello spettro dell'autismo), che fa riferimento a tre tipi di disturbi dalle caratteristiche distinte:

  • Autismo vero e proprio
  • Sindrome di Asperger
  • Disturbo dello sviluppo non altrimenti specificato

Ad oggi, le cause dell'autismo non sono state identificate con esattezza. Mentre alcune teorie scientifiche suggeriscono una possibile origine genetiche, altre mettono l'accento sul vaccino MMR o sull'assunzione di determinati medicinali o inquinanti ambientali.

In sintesi, le cause di questa malattia, per il momento, incurabile, sono ancora da definire. Nel frattempo, però, l'incidenza dei casi appare in aumento. Prova ne è che secondo i dati dei Centers for Disease and Control Prevention (CDC) il numero stimato di casi di autismo è cresciuto da 1 su 166 bambini a 1 su 59 dal 2004 al 2018. Una recrudescenza non da poco e per la quale la medicina convenzionale non sembra trovare rimedio. Infatti, la terapia tradizionale si è basata sulla somministrazione di farmaci antipsicotici che, oltre a essersi rivelati inefficaci, presentano anche numerosi effetti collaterali dannosi per la salute dei bambini.

Proprio per questo, alcuni genitori con figli epilettici hanno scelto di fare un tentativo con la cannabis e, da come ne parlano, i risultati sembrano più che soddisfacenti. Data l'assenza di studi clinici, però, la stragrande maggioranza della comunità medica è scettica nei confronti di questa terapia alternativa.

Il sistema endocannabinoide e l'autismo

Come abbiamo già accennato altre volte, il sistema endocannabinoide potrebbe essere coinvolto nello sviluppo dell'autismo e, nonostante le ricerche sul loro legame siano ancora da approfondire, diversi studi hanno evidenziato l'importanza di questo sistema nella cura del disturbo. Tra questi, un'indagine condotta da ricercatori genovesi, californiani e baschi secondo la quale il malfunzionamento del sistema endocannabinoide e l'autismo sarebbero direttamente collegati.

Stando allo studio, l'attivazione dei ricettori CB1 si tradurrebbe in una maggiore produzione di ossitocina, sostanza che stimola il centro di ricompensa del cervello durante le interazioni interpersonali. Ma non è tutto, in quanto l'ossitocina, in combinazione con l'anandamide, la molecola della felicità, attiverebbe i ricettori cannabinoidi del cervello. La stimolazione del sistema endocannabinoide, dunque, contribuirebbe a ridurre l'isolamento delle persone con autismo, che si sentirebbero più a loro agio nell'interagire con gli altri.

Per quanto riguarda i recettori CB2, nonostante il loro ruolo nel cervello sia stato finora considerato trascurabile, studi recenti hanno messo in luce la loro funzione neuroprotettiva, evidenziando anche la loro possibile efficacia nella cura di alcune malattie, tra cui anche l'autismo.

Cosa dice la scienza riguardo al legame tra il CBD e l'autismo?

Lo studio più rilevante finora condotto è stato svolto in Israele nel 2017 e si è rivelato pionieristico, in quanto ha fornito evidenze scientifiche attendibili sull'efficacia del CBD come terapia per i bambini affetti da autismo. Lo studio, coordinato dal dottore Adi Aran, direttore di pediatria all'ospedale Share Zedek, ha coinvolto 60 bambini, ai quali è stato somministrato l'olio di CBD (20% CBD e 1%THC) per sette mesi, con risultati più che incoraggianti:

  • Gli atteggiamenti problematici sono stati ridotti nell'80% dei bambini, con un miglioramento significativo nel 60% dei casi.
  • Le competenze comunicative sono state notevolmente migliorate nel 50% dei bambini.
  • I livelli di ansia sono stati ridotti nel 40% dei bambini.

I genitori non si arrendono

Uno dei casi più mediatici sul legame tra cannabis e autismo è sicuramente quello di Hester-Perez, una madre che è diventata nota presso l'opinione pubblica dopo che suo figlio Joey, affetto da autismo, ha iniziato a mostrare miglioramenti grazie ad una varietà da lei stessa coltivata. Infatti, da quando ha cominciato a trattare i sintomi del bambino con la cannabis, la madre ha rilevato un'evoluzione molto positiva. Non che lo abbia guarito dalla malattia ma, in qualche modo, è riuscita a migliorare notevolmente la sua qualità di vita. 

Hester-Perez, iniziò ad usare la cannabis quando a suo figlio venne diagnosticata una distrofia muscolare. All'epoca prendeva già 13 diversi medicinali, ai quali si andava ad aggiungere un cocktail di vari farmaci con una certa tossicità documentata. Cercando qualcosa di meno invasivo, la madre cominciò a sperimentare con gli infusi di cannabis, e poco dopo, il figlio cominciò a fare contatto visivo con lei e anche ad avere più appetito, prendendo addirittura qualche chilo.

Dopo alcuni anni di terapia, Joey si mostrava più felice e socievole, e la successiva comparsa della Hester-Perez sui mezzi di comunicazione, che creò inoltre una fondazione per aiutare i bambini con problemi medici, fece conoscere la sua causa al mondo intero. È così che è diventata una fonte fondamentale di informazioni per le famiglie che cercano consigli per trattare le malattie dei piccoli con autismo. 

Prescrivere la cannabis ai bambini autistici?

Negli Stati Uniti, molti medici sono ancora esitanti quando si tratta di prescrivere la cannabis ai bambini affetti da autismo, dal momento che si trovano in una sorta di circolo vizioso: non se la sentono di prescriverla perché non ci sono studi riguardanti gli effetti, ma gli studi non possono essere effettuati perché si ha paura di testare la cannabis sui bambini. Ciò nonostante, i piccoli che hanno provato i prodotti di cannabis dalle mani dei loro genitori hanno dimostrato di essere più sani e felici. In tale contesto, il CBD potrebbe rivelarsi uno strumento molto interessante, in quanto non provoca alcun effetto psicoattivo e può essere consumato sotto forma di olio, eliminando gli effetti negativi della combustione.

Esiste un legame tra l'autismo e l'epilessia?

Il dottore Adi Aran non si è limitato a studiare il legame tra il CBD e l'autismo, essendosi interessato, tra le altre cose, anche all'epilessia, una malattia che, curiosamente, colpisce il 20% dei bambini autistici. In base alle evidenze, il nesso tra i due disturbi è dovuto al modo in cui si sviluppa il cervello dei bambini affetti dal disturbo, che sarebbe a maggior rischio di creare circuiti neuronali scatenanti convulsioni epilettiche.

In altre ricerche si parla invece di un processo opposto, cioè che uno dei danni collaterali della sindrome di Dravet (epilessia refrattaria) sarebbe appunto l'autismo. Forse il caso più emblematico è quello di Charlotte Figi, una bambina statunitense conosciuta nell'ambito della cannabis dopo che il suo grave autismo, provocato dalla sindrome di Dravet, è migliorato con l'uso della cannabis terapeutica. La piccola soffriva di circa 3000 attacchi epilettici alla settimana, fino a che i loro genitori le hanno somministrato due dosi giornaliere di olio con un'alta concentrazione di CBD, momento in cui il numero delle convulsioni è sceso del 99% e i suoi rapporti con gli altri sono migliorati notevolmente.

Un'esperienza simile è avvenuta a Porto Rico. Nel 2015 è stata resa nota la storia di Kalel Santiago, un bambino di 9 anni che soffriva di autismo e che ha pronunciato le sue prime parole dopo aver assunto l'olio di cannabis.

Nonostante la strada da percorrere sia ancora lunga, studi come quello del dottore Aran e fatti come l'approvazione dell'Epidiolex , un estratto di CBD, negli Stati Uniti costituiscono una fonte di speranza per i genitori con bambini affetti da autismo. Ancora una volta, il CBD si rivela punta di diamante della lotta per la legalizzazione della cannabis medicinale. Non a caso, questo cannabinoide è la prova che questa pianta millenaria ha veramente tanto da offrire. Forse sarebbe il caso di abbandonare, una volta per tutte, i vecchi pregiudizi che, sempre di più, appartengono al passato.

29/10/2018

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