Legaliazión Canadá

Ecco le sfide che deve affrontare il Canada per legalizzare la cannabis entro il 2018

  • Durante la corsa alle elezioni, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, si impegnò a legalizzare la marijuana ricreativa entro quest’anno.
  • La proposta di legge avanzata dal suo governo è già stata approvata dalla Camera dei comuni. Tutto indica però che il Senato potrebbe rimandarne la promulgazione, prevista per l’estate.
  • Nel frattempo, la valutazione delle imprese canadesi aumenta alimentata dalle aspettative di regolarizzazione.
Legaliazión Canadá

Nel 2015, quando era soltanto un candidato alla presidenza, il liberale Justin Trudeau prese l'impegno di legalizzare la marijuana per uso ricreativo. Una volta entrato in carica, il mandatario, ormai diventato uno dei leader più apprezzati sulla scena internazionale, si è dato subito da fare per raggiungere un obiettivo che, in base alle previsioni governative, sembrerebbe sempre più vicino.

Trudeau spera infatti che la nuova normativa possa venire approvata e applicata entro il primo luglio 2018, in concomitanza con l'anniversario della fondazione del paese. A tutt'oggi, l'Uruguay è l'unico paese che può dire di aver completamente legalizzato la produzione e commercializzazione della marijuana ricreativa a livello nazionale, per cui il processo legislativo attraversato dal Canada sta destando grande interesse anche al di fuori delle frontiere nazionali. Se tutto andrà per il verso giusto, il paese potrebbe diventare il primo membro del G7 ad adottare una simile misura (la cannabis ricreativa è stata regolarizzata in otto stati degli USA oltre che nel Distretto di Columbia).

Bisogna dire però che il paese nordamericano, il primo al mondo ad aver stabilito un programma per la tutela del consumo a scopo terapeutico, è all'avanguardia nella liberalizzazione dell'industria verde ormai da un po'. Ciò non toglie, però, che Trudeau debba ancora affrontare diverse sfide prima di poter dare il via definitivo ad una normativa che è stata già rimandata più volte. Ecco le misure previste dalla legge e i passi da compiere prima della promulgazione, programmata per l'estate.

Le basi del processo di regolamentazione

Nel 2016, l'Esecutivo ha convocato un gruppo di esperti per esaminare le questioni relative alla legalizzazione nel contesto dei governi provinciali e comunali nonché di altre organizzazioni, iniziativa che si è concretizzata in un rapporto intitolato A Framework for the Legalisation and Regulation of Cannabis in Canada, contenente ottanta suggerimenti.

Seguendo tali orientamenti e traendo ispirazione anche dalle leggi approvate in Colorado e Washington (stati pionieri nella regolarizzazione della marijuana ricreativa negli USA), la primavera scorsa il Governo canadese presentava la proposta di legge sulla Cannabis o disegno di legge C-45, volto a istituire un quadro normativo in materia di distribuzione, vendita e possesso di marijuana nel paese.

La bozza propone di autorizzare la vendita alle persone di età superiore ai 18 anni, ma lascia a regioni e province la possibilità di stabilire un limite più alto. Il testo stabilisce inoltre l'ottenimento di una licenza federale come prerequisito per la produzione, ma resta vago sui criteri da rispettare.

Leyes Canadá

Alle regioni e province spetterà anche l'elaborazione dei sistemi di monitoraggio per la distribuzione e vendita, da attuare in collaborazione con i governi comunali. Consumatori e imprese dovranno dunque attenersi anche a criteri locali.

In sintesi, i canadesi potranno acquistare piante, semi o fiori secchi soltanto presso un rivenditore autorizzato a livello provinciale o regionale o, in sua mancanza, via internet presso un produttore con licenza federale.

La proposta di legge prevede anche la coltivazione domestica e il possesso in pubblico, ma con dei limiti: quattro piante per abitazione e 30 grammi da portarsi dietro. Specificato nel testo, anche l'intenzione del governo di attuare le misure entro luglio al più tardi.

Gli adempimenti legislativi determinano i tempi

Il Partito Liberale detiene la maggioranza nella Camera dei Comuni, e come prevedibile, il progetto di legge è stato approvato lo scorso novembre, con duecento voti favorevoli e soltanto ottanta contrari.

L'Esecutivo ha dovuto però accogliere alcuni emendamenti: ha rinunciato all'intenzione iniziale di limitare l'altezza delle piante domestiche e si è impegnato a promulgare una legge specifica per la tutela dei prodotti alimentari a base di cannabis a distanza di un anno dell'entrata in vigore della C-45.

Successivamente alla prima approvazione, il progetto di legge è passato al Senato, dove aspetta il voto definitivo. In genere, la Camera alta canadese si limita ad avallare le proposte avanzate dalla Camera dei comuni, ma la decisione dei senatori resta comunque imprevedibile. Soprattutto ora che, dopo l'ascesa alla presidenza di Trudeau, i senatori liberali sono stati esonerati dalla disciplina di partito.

Al di là del blocco politico, la proroga del termine previsto dal governo si profila come uno degli scenari possibili, e anche come quello più probabile in base ad alcuni senatori. Già l'anno scorso, l'indipendente André Pratte definiva la data di luglio 2018 come "una limitazione politica", e solo qualche giorno fa il conservatore Claude Carignan, molto critico nei confronti della normativa, dichiarava: "Il lavoro va fatto per bene, e ciò implica mesi". L'indipendente Tony Dean, a sua volta, uno dei principali sostenitori della legge, si mostrava fiducioso sulla possibilità di rispettare il calendario ma non escludeva eventuali ritardi.

Per il momento, e nonostante i mesi di valutazioni e consultazioni con esperti, al Senato sembra servire più tempo. Infatti, alcuni membri parlano di principi "incostituzionali" e altri ancora sostengono che il testo sia "pieno di buchi". Non è da escludere dunque la possibilità di una revisione legislativa completa che potrebbe protrarsi addirittura fino alla fine dell'anno.

Cannabis en Canadá

Ad ogni modo, e nonostante venga infine approvata dal Senato, non tutti i canadesi beneficeranno in egual misura delle disposizioni recate dalla legge, in quanto essa conferisce ampi poteri alle regioni e alle province.

Infatti, alcuni governi locali si sono già messi avanti e hanno approvato regolamenti propri che chiudono alcune delle porte aperte dalla legge C-45. In Ontario, Quebec e Nuovo Brunswick, ad esempio, le vendite saranno gestite da enti provinciali di proprietà pubblica, mentre in Manitoba e in Alberta è previsto il rilascio di licenze ai rivenditori privati. Ontario, a sua volta, sede della capitale del paese, fisserà l'età legale per il consumo a 19 anni, mentre Ottawa vieterà la coltivazione domestica per uso personale.

Le imprese canadesi si lanciano alla conquista del mondo

Nel frattempo, le aziende operanti nel settore della cannabis non vedono l'ora di poter dare il benvenuto alla nuova legge. La valutazione dei giganti del settore è salita alle stelle in seguito alle promesse di regolarizzazione, e un passo avanti in questo senso gli permetterebbe di addentrarsi anche nel business della marijuana ricreativa.

Nell'ultimo anno, Aurora Cannabis, uno dei principali produttori e distributori di marijuana medicinale del paese, ha quintuplicato il valore delle sue azione, e solo qualche giorno fa rilevava il controllo di CanniMed Therapeutics, un altro pezzo grosso del settore. Attraverso un accordo pari a 1,23 miliardi di dollari canadesi (800 milioni di euro), la fusione ha dato vita ad un vero e proprio impero la cui capitalizzazione di mercato ha raggiunto i 6,8 miliardi di dollari canadesi (4,42 miliardi di euro).

Complessivamente, il valore dei quattro principali produttori di cannabis medicinale del paese si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari canadesi (13 miliardi di euro) e, in base a uno studio condotto dalla banca di investimento Canaccord Genuity, le vendite di cannabis raggiungeranno i 6 miliardi di dollari canadesi (circa 4 miliardi di euro) entro il 2021.

Cultivo en Canadá

In mezzo a questo delirio imprenditoriale, le grandi imprese del settore puntano anche sui mercati esteri. Aurora Cannabis, ad esempio, possiede filiali negli Stati Uniti, in Germania o in Australia, mentre Tilray ha appena ottenuto i permessi necessari per la produzione di cannabis medicinale in Portogallo, da distribuire poi in Europa.

Canopy Growth, a sua volta, un altro gigante del settore canadese che opera anche in Germania, Spagna, Australia o Danimarca, ha appena presentato un'offerta - stimata tra 200 e 300 milioni di euro - per l'acquisto di Alcaliber, impresa spagnola gestita dalla famiglia Abelló e leader mondiale della produzione di morfina che detiene una delle poche licenze dell'Agenzia Spagnola del Farmaco per la coltivazione, produzione e vendita di cannabis a scopo terapeutico.

In definitiva, se la legalizzazione della marijuana ricreativa dovesse concretizzarsi entro qualche mese, come previsto da Justin Trudeau, il Canada avrebbe tutti i numeri per diventare un paradiso verde per imprese e consumatori che potrebbe benissimo espandersi oltre i propri confini.

12/04/2018

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