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Intervistiamo un coltivatore che utilizza le nostre varietà a fini medicinali

  • Quando ci è arrivata la prima email di Carlos, che descriveva come gli era andata nella propria coltivazione da esterno con i nostri semi, siamo rimasti emozionati dal suo entusiasmo e dai risultati che aveva ottenuto. Questo ormai qualche anno fa, e da allora abbiamo mantenuto un contatto regolare con questo coltivatore di 66 anni che, stagione dopo stagione, ci racconta la sua esperienza con le nostre varietà.
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Inoltre, quando abbiamo saputo che faceva uso di marijuana per scopi terapeutici, non abbiamo potuto evitare di proporgli un’intervista, per mostrare, con una testimonianza di prima mano, che oggi la marijuana non è più un prodotto relegato al profilo del consumatore “hard user”. Grazie alla diversificazione genetica della cannabis, si è riusciti a incrementare il ventaglio degli effetti e delle proprietà, ampliando a sua volta il profilo dell’utente. Per questo, non c’è da stupirsi se anche le persone di età più avanzata intraprendono la coltivazione della cannabis per esplorarne le proprietà medicinali e ricreative. In tal senso, la cosiddetta “ondata del CBD” sta supponendo una rivoluzione: nuove varietà che apportano i benefici del CBD sia a livello medicinale che ricreativo, con un effetto leggero e gradevole.

Quando hai iniziato a coltivare?

Ho iniziato a coltivare nel 2000, quando ho compiuto cinquant’anni.

Perché?

Era parecchio tempo che prendevo farmaci molto forti senza notare miglioramenti, quindi, dopo averci pensato a lungo, ho deciso di smettere e provare con la cannabis.

Di quale disturbo o malattia soffri?

Sono stato in trattamento per depressione e molteplici problemi associati o meno, come dolori cronici, ipertensione, ansia, insonnia, etc.

La cannabis ti ha aiutato ad alleviare questi dolori?

Certo che mi ha aiutato, grazie alla cannabis sono riuscito a smettere quasi tutti farmaci che prendevo, migliorando molto la mia qualità di vita. Comunque, questo cambiamento non è stato un processo rapido, ma è avvenuto poco a poco durante quasi tre anni, e neanche smettere le medicine è stato facile, ma sono riuscito a farlo e la cannabis mi ha aiutato.

Prima di iniziare a coltivare, avevi qualche nozione sulla marijuana?

Prima di decidermi a coltivare, non sapevo quasi niente sulla pianta e non l’avevo mai consumata, ho passato due anni a leggere molti libri e riviste sulla cannabis e qualsiasi informazione che riuscivo a trovare su Internet. Senza averlo pianificato espressamente, nel mio cortile ho trovato un angolo perfetto, soleggiato, riparato e discreto per poter coltivare queste piante, e quando mi sono sentito pronto ho iniziato la coltivazione.

Che tipo di coltivazione hai?

Coltivo nella stagione da esterno, da maggio a ottobre, tre o quattro piante all’anno. Utilizzo dei vasi bianchi doppi, uno dentro l'altro, di circa 25 litri di capacità, preparo il substrato mischiando terra di vivaio con perlite e vermiculite e aggiungo qualche manciata di torba e sterco. Annaffio con acqua di rubinetto depositata in un bidone per 48 ore, per eliminare il cloro, regolo il PH a 6 e durante le vacanze uso un semplice sistema di irrigazione a goccia programmata. Per i parassiti utilizzo solo due prodotti ecologici, Neem e Bacillus Thuringiensis. Per nutrire le piante uso, tutti i giorni, concimi organici per la crescita e la fioritura e, di tanto in tanto, complessi di vitamine e minerali.

Che tipo di effetto cerchi di ottenere?

Principalmente, risollevare il mio stato d’animo, alleviare dolori e rilassarmi per riuscire a dormire.

Dei vari tipi di semi Dinafem che hai coltivato, quali varietà metteresti in evidenza? Perché?

Della vostra linea di semi femminizzati ne ho coltivati diversi, tra questi vorrei sottolineare soprattutto Critical +, California Hash Plant, Shark Attack, Cloud # 9 e White Siberian. Le genetiche basate sugli ibridi di Skunk e Northern Lights, come la Critical + o la California Hash Plant, mi fanno particolarmente bene e le uso di giorno perché, oltre a dare un effetto fisico piacevole e rilassante, hanno una psicoattività tranquilla e creativa.

Per rilassarmi profondamente e dormire, preferisco varietà indiche pure o ibridi come Shark Attack e White Siberian, le cui genetiche hanno dimostrato un alto valore medicinale e alleviano i miei dolori concedendomi il tanto desiderato riposo.

Cosa ti sembrano le nuove varietà CBD?

Da quando sono diventato coltivatore e consumatore di cannabis, ho cercato delle varietà con un effetto leggero che non ostacolassero troppo le mie attività quotidiane, quindi la comparsa delle nuove CBD mi è sembrata una notizia stupenda.

Ho coltivato la Critical + CBD e la Shark Shock CBD e ho verificato che, oltre a sentire tutto il senso di benessere provocatomi dalla cannabis, con queste varietà non rischio di ritrovarmi un effetto psicoattivo troppo potente, non mi viene l’ansia e, la cosa migliore, è che non mi sono mai sentito male.

Inoltre, ho trovato queste versioni ricche di CBD particolarmente efficaci contro i dolori muscolari e, in generale, molto rilassanti. Prima dell’ondata di varietà CBD, per ottenere degli effetti simili a quelli appena detti con le varietà di marijuana ricche di THC, ciò che facevo era prolungare molto l’essiccazione dei germogli prima del consumo, a volte un anno o anche di più, ma questo non sempre è possibile se non disponi di scorte.

Dall’altro lato, devo dire che queste varietà rispondono perfettamente alle caratteristiche delle loro famiglie cannabiniche in quanto a odore, sapore, produzione, etc. L’unica differenza notata riguarda la proporzione dei cannabinoidi, che si traduce nell'effetto.

Come consumi la marijuana?

Soprattutto con il vaporizzatore, è il mio preferito e credo che sia uno dei metodi migliori per consumare la cannabis, perché ha l’immediatezza della canna senza i suoi inconvenienti, appena cominci ad aspirare senti l’effetto e quindi puoi regolarlo. Io sono stato fumatore e per abituarmi a usarlo ci ho messo parecchio. Però, una volta superata la difficoltà ci sono solo i vantaggi: infatti, ho due vaporizzatori portatili e uno da tavolo. Li uso quotidianamente.

Inoltre, di solito mi faccio delle tisane in mezzo bicchiere di latte per una sola dose e, ogni tanto, preparo qualche dolce per vari giorni, anche se per ingestione c’è sempre la possibilità che l’effetto della cannabis oltreché forte sia imprevisto.

So che esistono dei metodi per aumentare la concentrazione dei cannabinoidi, ho provato con olio e alcool senza risultati accettabili. Attualmente, l’estrazione di BHO sembra il modo più efficace per elaborare concentrati molto forti, ma credo che l’attrezzatura necessaria per farla in perfette condizioni sia abbastanza cara.

Perché i semi Dinafem?

Io ho iniziato a coltivare con gli unici semi disponibili in quel momento: semi regolari, costosi e provenienti da qualche banca olandese. Ma da quando ho scoperto la Dinafem, posso comprare semi femminizzati di qualità, e questo è stato un grande passo avanti.

C’è sempre qualche varietà della Dinafem nelle mie coltivazioni, mi sembrate una banca molto seria, i semi sono sempre freschi, molto ben confezionati e germogliano con facilità, le genetiche sono straordinarie e le varietà azzeccate e stabili.

Infine, voglio sottolineare che con la vostra recente linea di varietà CBD, e anche con le Autofiorenti ricche di CBD, vi siete impegnati molto nel settore della cannabis medicinale, favorendo un consumo più sostenibile sia per l’utente a scopi terapeutici che per quanti preferiscano una cannabis leggera. Quindi, che altro dire? Sono molto contento per il successo che state avendo e vi auguro il meglio per il futuro.

08/06/2016

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