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Il primo raccolto della più grande piantagione di cannabis terapeutica dell’America Latina sarà destinato a un trattamento contro il cancro

  • La Fondazione Daya lavora in Cile per difendere l’uso della cannabis terapeutica come trattamento per diverse patologie. Adesso ha rifornito con più di 1400 kg di marijuana i Laboratori Knop, incaricati di realizzare un test clinico che provi i benefici che la pianta può offrire ai pazienti.
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Nel comune di Colbún, nella regione cilena di Maule, si trova la Fondazione Daya, che dispone della più grande piantagione di cannabis terapeutica di tutta l'America Latina. Un terreno che dal 2015 ospita 6400 piante capaci di produrre più di una tonnellata di germogli per raccolto.

In quest'occasione, il prodotto sarà destinato all'avvio di diversi studi clinici realizzati congiuntamente dalla Fondazione Daya, i Laboratori Knop, gli ospedali San Borja di Arriarán e Las Higueras di Talcahuano e l'Istituto Nazionale del Cancro. Sia il processo che le istallazioni sono state sviluppate sotto la supervisione dell'Istituto di Salute Pubblica (ISP) che si è attenuto alla normativa vigente.

Il laboratorio incaricato di realizzare lo studio ha l'obiettivo di elaborare farmaci a base di materie prime di origine vegetale che, come la cannabis, contribuiscono a una vita più salutare. Per questo la fondazione utilizzerà un farmaco realizzato a partire dalla cannabis, che in forma di estratto oleoso sarà somministrato per via orale ai 200 malati di cancro.

Durante questo primo studio, l'esperimento servirà da appoggio alle prove scientifiche sull'efficacia terapeutica della marijuana nei dolori provocati dalla malattia e aprire così la strada alla produzione e la somministrazione di questi farmaci nel paese. Successivamente partirà la ricerca sui benefici evidenziabili in altre malattie come l'epilessia o la sclerosi.

Sebbene durante la ricerca potranno accedere alla pianta solo le 200 persone che partecipano allo studio, una volta provati i risultati, il resto dei pazienti potrà richiedere un'autorizzazione emessa dallo stesso ISP.

Durante il 2017 il laboratorio spera di registrare il farmaco, che diventerebbe il primo a base di cannabis realizzato interamente in Cile. Approvandosene l'uso, potrebbe offrire beneficio a 4000 persone, in più di 20 comuni del paese.

Come sostengono la Fondazione Daya e il laboratorio, un farmaco fatto a base di marijuana come quello utilizzato nello studio contribuisce a migliorare la qualità della vita dei pazienti, non solo attenuandone il dolore, ma anche risolvendo l'alto costo dei trattamenti alternativi.

31/05/2016

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